
Un trimotore rosso granata con una striscia argentea che corre lungo tutta la fusoliera e le ali aggraziandone le linee, vola a cinquecento metri di quota sulla piatta campagna francese, avendo come riferimento una ferrovia.
Da poco ha superato Lione, ora toccherà Auxerre e poi, arrivato in vista di Parigi, effettuerà un’ampia virata a sinistra, un leggero planee’ ed atterrerà all’aeroporto di Le Bourget.

Il colore rosso simile a quello delle Alfa P2, che con Tazio Nuvolari stanno cogliendo vittorie su tutti i circuiti europei, ne rivela l’identità: si tratta di un aereo da corsa impegnato nella gara Istres-Damasco-Parigi.
Come sulle Alfetta, all’interno della sua carenatura d’alluminio, sormontata da un fascio littorio, romba un motore Alfa Romeo completamente diverso dal fratello stradale; è un Pegasus a 9 cilindri prodotto su licenza dall’inglese Bristol ricopiato talmente bene e modificato in modo tale da funzionare, per ammissione degli ingegneri inglesi, molto meglio dell’originale.
Se poi sull’abitacolo dell’Alfa stradale spicca uno scudetto giallo con un cavallino rampante della “Scuderia Ferrari”, questo trimotore Savoia Marchetti SM79 Sparviero non è da meno, tre sorcetti verdi se la ridono a mezza fusoliera, proprio vicino al numero identificativo del velivolo. Sembrano voler dire: “Vi faremo vedere i sorci verdi”.
E sta accadendo proprio così, partiti da Istres la notte prima alle 22, dopo i francesi e gli inglesi, già all’arrivo a Damasco i favoriti Caudron-Typhon progettati dai francesi proprio per la gara sono umiliati e “polverizzati” dagli aerei italiani. Solo l’inglese Comet resiste seppur soltanto in nona posizione con davanti ben otto equipaggi italiani: tutta la squadra italiana al gran completo.
A volare sono nomi illustri, il meglio dell’aeronautica mondiale. Citiamone alcuni: Cap. Ranieri Cupini, al suo fianco il Cap. Amedeo Parisi, secondo pilota. Sono ufficiali d’élite di un gruppo straordinario formato da diversi “atlantici”: Lippi, Rovis, Fiori, Klinger e Attilio Biseo, trasvolatore e primatista mondiale con Bruno Mussolini.

