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1930 (17 dicembre) / 1931 (15 gennaio) Cartolina inedita crociera atlantica Italia – Brasile

Comandante: Italo Balbo, Ministro dell’Aria – Apparecchi: idrovolanti S.I.A.I. Marchetti S.55 T.A. propulsi da due motori Fiat A.22 R. da 560 CV cadauno.
Durante il “grande balzo”, la tappa Bolama-Porto Natal (Brasile), dopo quasi nove ore di volo, giunge la notizia che l’S.55 I-BIAS è costretto ad ammarare per un guasto al radiatore. Immediatamente il radiotelegrafista comunica la posizione. Dalla “Da Recco”, nave ammiraglia, parte l’ordine di soccorso all’Esploratore “Pessagno”. E’ iniziata l’odissea di questo sfortunato apparecchio che rimarrà in balia delle onde per ben nove ore. Al coraggioso equipaggio composto dal Capitano Ugo Baistrocchi, dal Tenente Luigi Gallo, dal Primo Aviere motorista Amodeo Girotto e dal Sergente radiotelegrafista Francesco Francioli, non resta che mettersi alla cappa ed utilizzare l’ancora galleggiante quale unico mezzo per diminuire la deriva. A peggiorar la situazione Girotto si becca un colpo di sole. Ai precisi rilevamenti goniometrici che avevano permesso di riscontrare la loro posizione in oceano, non ne erano seguiti altri per la rottura dell’ingranaggio del motorino a scoppio della radio. La ricerca doveva essere orientata sui calcoli di deriva, che Baistrocchi e Gallo erano riusciti a trasmettere dopo l’immediato S.O.S. Il primo ad avvistarlo sarò un vapore italiano, l’”Antonio Mosti” che lo prende a rimorchio. La notizia viene confermata anche dall’Aéropostale. Dopo cinque ore, arriva l’”Emanuele Pessagno” che subentra alla “Mosti” e fa salire a bordo tre membri dell’equipaggio lasciando solo Baistrocchi a bordo dell’idro. L’idrovolante viene faticosamente trainato e, dopo tre giorni di navigazione tra gli otto ed i quattordici nodi, viene raggiunta l’isola di Fernando di Noronha dove le due unità possono ancorarsi in zona protetta. Ed è qui che viene compiuto un’imperdonabile errore. Invece di attendere la ricambistica si decide di proseguire verso Natal con mare particolarmente mosso. Si rompe il cavo di notte e l’aereo va alla deriva per ben quattro ore prima di essere individuato nuovamente. Si provvede ad assicurarlo ad un cavo più lungo ma, a causa del mare mosso, lo stesso si avvolge attorno all’elica trascinando con violenza l’aereo contro la murata destra della nave. Sono le 18.00 del 10 gennaio ed è giunta l’ora dell’aereo che si inabissa.
Fotografia privata stampata, capovolta, su carta fotografica/cartolina “RAJAR” ritraente l’S.55 I-BIAS al traino dell’Esploratore leggero “Emanuele Pessagno”, nave appoggio alla Crociera. Al verso della cartolina manoscritto: Bordo, 6-I-31
Inedita foto/cartolina di un momento saliente della Crociera Aerea Italia-Brasile