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Quella nota stonata

Nell’anno dell’anniversario del Centenario dell’Aeronautica Militare e del 90° della Trasvolata Atlantica vale la pena di ricordare un uomo, un Generale, che non fece parte degli equipaggi degli S.55 che volarono da Orbetello sino agli Stati Uniti e che, senza di lui e del suo lavoro, forse, non sarebbero riusciti a compiere questa grande impresa.

Non so se vi è mai capitato di percorrere la strada statale del Sempione e di osservare a Sesto Calende Villa Imbrico, la casa riprodotta in foto. Dimentichiamola per un istante.
A Sesto Calende nei primi anni del secolo scorso è operativo e dinamico l’idroscalo di Sant’Anna un importantissimo centro di formazione di allievi piloti. Molti di essi venivano alloggiati presso l’Albergo della Posta, di fianco alla stazione ferroviaria sestese, oppure anche presso la Pensione Giardinetto ubicata proprio di fronte a Villa Imbrico.
Il capitano Mario Infante, e successivamente Generale di divisione, frequenta la scuola di Sesto Calende nella primavera del 1917 come Capitano del Genio e nel 1918 vi ritorna per predisporre le varie operazioni per le gare degli idrovolanti che si tengono in quel periodo. Ritorna poi come Comandante di Campo dal novembre 1924 fino alla fine dell’ottobre dell’anno successivo. È alloggiato presso la Pensione Giardinetto e li viene allietato dalle note suonate al pianoforte provenienti da Villa Imbrico, proprio di fronte alla pensione. È Luisa Imbrico che suona ed è proprio un errore nelle note suonate al pianoforte, la scintilla grazie alla quale il futuro generale decide di suonare la campanella di quella casa. Scocca immediatamente una scintilla e Mario e Luisa si innamorano perdutamente l’uno dell’altra sino a convolare a nozze nel febbraio del 1923. Villa Imbrico diviene la casa del Generale e della sua famiglia.

La famiglia, in seguito ai suoi incarichi, ha frequentissimi trasferimenti sia in Italia che all’estero. È vicecomandante alla Regia Accademia di Caserta 1929-32 dove insegna anche a livello universitario, Capo ufficio centrale Telecomunicazioni ed assistenza al volo a Roma predispone le varie basi per le tappe della Trasvolata Atlantica del 1933. È Comandante dell’Ufficio Centrale a New York da dove vengono ricevute e trasmesse tutte le comunicazioni sul continente americano verso l‘Italia della flottiglia aerea, ed anche le varie manifestazioni di festa a New York e Chigago. Le sue abilità di meteorologo sono richiestissime. Fino ad allora le imprese dei piloti erano dipendenti dall’abilità degli stessi e dei motoristi. Ma il volo a vista non sarebbe bastato per un impresa come quella del 1933 che prevedeva la Partenza da Orbetello, con tappe ad Amsterdam, Londonderry, Reykjavík, Cartwright, Shediac, Montréal, Chicago, e New York.
Senza un adeguata conoscenza delle previsioni meteorologiche una tale impresa non sarebbe stata possibile. Egli scrive su una rivista di meteorologia: “La rapidissima evoluzione dei mezzi aerei e l’aumento proporzionale della necessità di salvaguardare le vite umane hanno fatto così assurgere la meteorologia al posto che le competeva”. Nel 1935, in seguito ad un incidente di volo, al Colonnello pilota Mario Infante è necessaria l’amputazione di un arto inferiore; si reca anche in America per farsi fare un arto artificiale.

Giorgio Infante muore prematuramente nel 1956 e nella bella casa sestese, Luisa Imbrico vive fino al 1984 anno della sua scomparsa. Il Generale Mario oggi riposa presso la tomba romana degli Infante.
Aerogramma di posta di Servizio volato durante la Crociera Aera del Decennale ed Aerogramma da Kigoma (Congo Belga) a Roma del 20 marzo 1939; entrambi indirizzati a Mario Infante