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1930 (27 marzo) Brindisi – Pireo – (Syra) / Primo volo

Compagnia: A.E.I. (S.A. Aero Espresso Italiana) via Patrasso ed Atene – Pilota: Cesare Carra

Aerogramma da Brindisi a Syra via Pireo del 27 marzo 1930 affrancato con due francobolli di posta ordinaria del Regno, 21 aprile 1929, 5 cent. bruno serie “Imperiale” e, 8 gennaio 1930, 20 cent. arancio serie “Nozze del Principe Umberto con la Principessa Maria Josè” del Belgio” (Sass. n. 269) ed un francobollo di posta aerea, 12 marzo 1930, 2 lire azzurro “Soggetti allegorici” (Sass. n. 15) annullati con:

• Annullo Postale Circolare a lunette:
BRINDISI POSTA AEREA / 27. 3. 30. 10
• Timbro Circolare, violetto, con bordo dentato:
SOC. ANONIMA AERO ESPRESSO ITALIANA ed al centro SCALO BRINDISI
• Bollo Postale Circolare a ponte di Syra 29.MAP.30
(il corriere da Brindisi indirizzato a Syra fu scaricato al Pireo il 28 marzo alle 21 ed inviato a destinazione via mare)

“Sii gaia ma non folle, sensibile ma non malinconica, ragionevole ma non pedante, mantieni l’anima pura e colma di tenerezza. Domani come oggi, oggi come ieri, il mio grande affetto non mancherà. Cesare”. Chissà se e cosa rispose la Sig.ra Carra, moglie di Cesare?
Il 27 luglio 1936 nel Golfo della Sirte, Libia, di fronte al porto di Bengasi, muore il Comandante Cesare Carra. Un’immane tragedia che vede coinvolti equipaggio e passeggeri di un idrovolante Siai Marchetti S.66. Una vita dedicata al volo, quella di Cesare Carra ed una vicenda quasi del tutto dimenticata e tenuta in vita solo grazie ad una via a lui intitolata all’interno dell’Urbe di Roma, al piccolo libro di Evandro Detti dal titolo “Cesare Carra – Una vita troppo breve dedicata al volo” ed agli archivi dello Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare. Un uomo schivo, modesto, che svolge i suoi compiti con passione e professionalità, minimizzando meriti e rischi. Un Lindbergh all’italiana che, tra le mille difficoltà dell’epoca, si adopera nel trasportare posta, merci e passeggeri su quelle tratte commerciali oggi solcate da centinaia di velivoli delle compagnie aeree più disparate; e non basta: complici alcune vicende grottesche di mala-burocrazia, il comandante Carra appare addirittura un ribelle tanto da essere recluso nelle patrie galere per motivi disciplinari benché s’intuisce quanto profondo è il suo senso del dovere.
In suo ricordo pubblico un aerogramma da lui trasportato e due fotografie che lo ritraggono.