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“Una faccia, una razza”

Castelrosso – Kastelorizo – è un’isola greca nel Mar di Levante, periferia orientale del Mediterraneo. Un posto piccolo, ma così piccolo che all’ufficio del turismo non hanno una cartina. Vi spiegano a voce dove andare, tanto c’è una sola strada.

Poi, se volete, potete arrampicarvi sulla montagna e sono affari vostri. Comunque non troverete il campo di calcio dove giocavano Abatantuono e Bisio in “Mediterraneo”, quello chissà dove sono andati a filmarlo. Invece potreste sbucare dalle parti dell’aeroporto, che è una striscia di asfalto lunga meno di un chilometro. Ci può atterrare solo il piccolo aereo ad elica che fa la spola con Rodi e che d’estate spesso è pieno, tanto che i turisti diventano ben più degli abitanti ufficiali, pari a meno di 500.
Kastelorizo (Castelrosso) è un posto remoto, talmente lontano dalla Grecia che per fare la spesa la gente va in Turchia. I pomodori, i cetrioli, tutta la verdura che si trova nelle insalate greche che servono nei ristoranti di qui arriva da Kas. Il pesce, quello no. Lo pescano i greci e lo cucinano con cura.

D’altronde Kastelorizo e la costa turca sono lì, l’uno di fronte all’altra e sembra di poter allungare il braccio attraverso il mare turchino e toccarli entrambi. Tra qui e lì, tra Turchia e Yunanistan (come i Turchi chiamano la Grecia), tra Europa e Asia, tra euro e lira (turca), ci sono due chilometri di acqua salata ed una manciata di scogli; chissà quali appartengono alla Grecia e quali alla nazione dirimpettaia. Sembrerebbe una domanda oziosa, ma per i pescatori di entrambe le rive la risposta è importante per evitare contatti indesiderati con la guardia costiera dell’altra nazione. Non è che vadano particolarmente d’accordo, greci e turchi: c’è stata la crisi di Cipro quella per la quale hanno combattuto una miniguerra, ma la reciproca antipatia è di data ben più antica. Ma nonostante la vicinanza alla Turchia e le passate dominazioni, Kastelorizo è assolutamente greca, niente fa pensare alla nazione vicina: lingua, abitudini, atmosfera… solo un minareto birichino fa marameo tra il castello da cui garrisce la bandiera bianco azzurra e la moschea, unico simbolo rimasto a ricordare che un tempo l’Impero Ottomano controllava anche questa isola rocciosa, prima che la storia e la geopolitica la assegnassero prima all’Italia e poi alla Grecia.

LINEA BEIROUTH-CASTELROSSO-ATENE-CORFU’-NAPOLI-BASTIA-MARSIGLIA
Compagnia: A.U.L.O. (Air Union Lignes d’Orient)
Il Corriere trasportato era compost da 10 a 20 aerogrammi per ogni destinazione.
Su tutti gli aerogrammi compare il Timbro Speciale triangolare, verde, su sei righe:
COMPAGNIA AIR-UNION / LINEA AEREA POSTALE / FRANCIA / ITALIA / GRECIA / SIRIA
1930 (19 gennaio) – PRIMO VOLO
Aerogramma da Castelrosso a Corfù
Aerogramma da Castelrosso a Roma
Aerogramma da Castelrosso a Genova