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1924 (3 novembre) Il progettato raid Quito – Cuenca (Ecuador)

Pilota: Angelo Rizzi – Apparecchio: Sopwith F.1 Camel, propulso da motore Clerget 9Z rotativo da 130 CV
Nel primo dopoguerra, periodo travagliato, una buona parte dei migliori piloti italiani che avevano combattuto sul fronte italiano erano rimasti senza occupazione, le fabbriche aeronautiche erano rimaste senza commesse e l’aviazione militare si trovava ad avere una eccedenza di velivoli che, senza un utilizzo, sarebbero stati dapprima immagazzinati e successivamente distrutti. Il sud America apparve come una possibile zona di esportazione di una buona parte di questo surplus di uomini e, soprattutto, di velivoli. Per i nostri piloti la destinazione aveva il fascino dell’avventura e della scoperta e soprattutto un terreno fertile sul quale, a livello aeronautico, tutto era da creare ed organizzare. Per i piloti italiani si trattava quindi di rivivere il periodo pionieristico dell’aviazione. Con questi intenti si svolsero la Missione Militare di Aviazione, inviata dal Governo italiano in Argentina nel 1919 ed anche le successive missioni, sia militari che civili o addirittura private nell’America del sud. Uomini coraggiosi e di grande capacità aviatoria oltre che con pizzico di follia. Ricordiamo, solo per fare alcuni esempi: Giannino Ancillotto, Emanuele Campagnoli, Antonio Eolo, Cosimo Renella, Angelo Rizzi, Antonio Locatelli, i quali volarono in condizioni difficilissime a con velivoli spesso in cattivo stato, senza ricambistica e con assistenza a terra praticamente assente. In conclusione, in diversi paesi del sud America, l’attività dei piloti italiani si intreccia o addirittura da vita alla nascita delle singole aviazioni militari ed alla creazione di scuole di volo sia civili che militari.
Veniamo all’Ecuador dove, agli inizi del 1924, alla Scuola di Aviazione militare El Còndor di Dùran nasce grande ottimismo con l’arrivo, dall’Italia, del pilota istruttore Attilio Canzini. Sergente della 131 Squadriglia Aviatori del Regio Esercito Italiano, aveva combattuto valorosamente nei cieli del Carso, del Tagliamento, del Piave, meritandosi una medaglia di bronzo. Nell’immediato dopoguerra ara stato pilota istruttore al Campo Aviatorio di Cameri (Novara). Con lui la scuola, adottando gli stessi metodi di Cameri, si sviluppa in modo moderno ed efficiente sino all’8 ottobre quando si brevettano i primi piloti equadoregni. Il 23 ottobre il quotidiano El Dìa pubblica un lungo articolo che possiamo riassumere come segue: “Il paziente lavoro della Missione Militare inviata in Ecuador dal Governo d’Italia ha aperto nuovi orizzonti prima sconosciuti ai nostri militari….”. Mercoledì 28 ottobre al campo di aviazione della capitale viene provato l’apparecchio, che sarà protagonista di molti voli di Attilio Canzini e Cosimo Renella. “Grazie alla perizia ed alle solide conoscenze che nel campo aviatorio distinguono il pilota Angelo Rizzi ed il motorista Bruno Ceccovilli, alla presenza del Presidente della Repubblica, dottor Còrdova, del Ministro della Guerra, Signor Sotomayor, del Capo di Stato Maggiore e di alti Capi militari venne eseguita la prima prova del Sopwith”.
Apparecchio costruito nel 1917 dalla Sopwith Aviation Company Ltd. di Kingston-on-Thames, il Sopwith F.1 fu uno dei migliori biplani da caccia della Prima guerra mondiale e quello che registro il maggior numero di abbattimenti; quello donato all’Ecuador era motorizzato Clerget con 110 Hp. Lunedì 3 novembre, anniversario dell’indipendenza delle Province dell’Azuay, celebrate con la partecipazione del Reggimento Bolìvar e con l’esposizione della bandiera nazionale in tutti gli uffici pubblici, il pilota italiano Angelo Rizzi era stato autorizzato dalla Superiorità Militare a volare dalla capitale Quito a Cuenca per provare il Sopwith F.1 Camel. Purtroppo, a causa del perdurare del maltempo e per eseguire la revisione dell’apparecchio, in previsione dei voli che Attilio Canzini doveva effettuare col Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, non fu in grado di eseguire il raid.
Unico ricordo postale dell’avvenimento è rappresentato dalla cartolina, in allegato, spedita da un commerciante di Quito a Resendo Contreras di Cuenca: “Approfittando del viaggio dell’Aereo Sophi a quella bella città, mi compiaccio salutarLa nell’Anniversario Patrio della simpatica città, a cui auguro PROSPERITA’ crescente, ed a Lei molti auguri. Il suo amico Virgilio Narvàez. Quito, 3 novbre 1.924”
(Longhi n. 1298a)
[foto della cartolina è pubblicata a pag. 445 del Catalogo di Aerofilia Italiana, edizione 2025 ed a pag. 147 del libro “Piloti ed Aerei Italiani dal Pacifico alle Ande”, Fiorenzo Longhi]