
La liberazione di Milano ha luogo senza grandi combattimenti. Nell’arco di un paio di giorni cessano le sparatorie e la città cade in mano agli insorti. Quasi ovunque i tedeschi e i fascisti rimasti, dopo poche raffiche di MG34 e di Beretta MAB38, trattano la resa.

Resistono soltanto le truppe tedesche arroccate presso il collegio dei Martinitt, quelle presso la Casa dello studente e il Comando centrale delle SS e della Gestapo, alloggiato all’hotel Regina, che si arrendono tra il 28 e il 29 aprile. Da parte fascista l’unica vera resistenza viene offerta dai militi della caserma dell’Aeronautica di Piazza Novelli, arresisi il 28 aprile. Ma si tratta soltanto di poche enclaves accerchiate dagli insorti, preoccupate soprattutto di consegnarsi agli angloamericani, che arriveranno in città il 29 aprile. Le ragioni della facilità con cui le SAP liberano Milano, senza neppure ricorrere al sostegno delle brigate garibaldine giunte in città il 27 e 28 aprile dall’Oltrepò e dall’Ossola, queste ultime via Garbagnate Milanese, vanno ricondotte al precipitare degli eventi. Il 21 aprile cade Bologna e gli Alleati dilagano nella Pianura Padana, mentre a Berlino si combatte ormai strada per strada. In questo clima di smarrimento e demoralizzazione le truppe dell’Asse non hanno alcuna voglia di mettersi in gioco e combattere sino ad un “bagno di sangue”. Anche se sul piano militare non vi fu nulla di particolare significativo la partita si giocò sul piano politico e sul significato simbolico della città, unanimemente riconosciuta quale “capitale della Resistenza”.
EMISSIONI LOCALI C.L.N.
GARBAGNATE MILANESE
(la porta di Milano per gli insorti del nord)
(Delibera del C.L.N. locale del 28 aprile 1945)
Lettera da Milano a città affrancata con cinque valori serie “Monumenti distrutti” con soprastampa su quattro righe in nero “C.V.L. / GARBAGNATE / MILANESE / 25 – 4 – 1945” (Errani-Raybaudi n. 1-5) per un totale di 2,70l.

