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Repubblica Italiana – Presidenza: Enrico De Nicola

29/VII/1946 – Serie “Democratica” – Stampa calcografica – Fil. R2 CS – fogli di 100 – dent. Lineare 14
L. 100 carminio scuro – I tavola – Due blocchi di 50 esemplari componenti lo stesso foglio di 100

-Il francobollo-
La vita del 100 lire “Democratica” è stata scandita da tre diversi decreti del Ministro delle Poste e Telecomunicazioni. Il primo, datato 14 giugno 1946 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 147 del 4 luglio, prevedeva, nel suo primo articolo, l’emissione di numerosi nuovi tipi di carte valori. Fra l’altro anche un francobollo da 100 lire del quale, però, non si dava alcuna caratteristica, in quanto le si sarebbero date con successivo decreto.
Le caratteristiche tecniche dell’esemplare da 100 lire vennero fissate dal Decreto del 31 ottobre 1946 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 282 del giorno 11 dicembre 1946 (cioè oltre quattro mesi e mezzo dopo l’emissione del francobollo stesso)!!
Le caratteristiche citate negli art. 2 e 8 sono le seguenti: “ Il francobollo ordinario da lire 100 è prodotto in calcografia, nel formato carta di mm. 40×24 e nel formato stampa di mm. 37×21 ed è stampato nel colore rosso sanguigno. La vignetta è costituita da una zona centrale in cui è riprodotta la famiglia di un lavoratore inquadrata da una bilancia in perfetto equilibrio, e da due zone laterali rabescate una delle quali reca la scrittura “Poste Italiane” e l’altra l’indicazione del valore”.
L’art. 8 è dedicato alla filigrana e testualmente cita: “I francobolli e la marca di cui agli art. 1, 2, 3, 4 e 5 del presente decreto, sono stampati su carta recante in filigrana piccole ruote alate; e, ad eccezione di quello di cui all’art. 2, in rotocalco”.
L’emissione di questo “alto valore” fu decisa per agevolare la formazione delle alte affrancature delle tariffe aeree sulle corrispondenze per l’estero. Servì successivamente, a seguito della forte inflazione monetaria e dell’incremento delle tariffe postali, ad assolvere anche le affrancature della normale corrispondenza per l’interno.
Per quanto riguarda la cessazione di validità del 100 lire, il decreto la stabilì ed è datata 21 agosto 1952. Questo decreto mise fuori corso anche tutti gli altri valori della Democratica che avevano ancora validità postale.
-Le Caratteristiche tecniche-
Come già detto per la stampa fu scelto il sistema calcografico che consentiva, rispetto al rotocalco, una migliore qualità ed anche una maggiore sicurezza contro le contraffazioni. Ovviamente la stampa in calcografia, su macchine in piano, quali erano quelle che all’epoca disponeva il Poligrafico, presentava costi più elevati e tempi di produzione più lunghi. La tradizionale forma da stampa calcografica è costituita da una lastra di rame di spessore variabile da 1 mm. a 2 mm. circa. I grafismi sono incavografici, cioè incisi nel metallo alla rovescia e l’incisione può essere praticata con agenti chimici oppure meccanici. Allo scopo di incrementare la resistenza meccanica della tiratura, dopo l’incisione e l’esecuzione della prova di stampa, la forma può essere sottoposta a cromatura.
L’inchiostrazione della forma calcografica avviene in due momenti distinti: il primo consiste nell’inchiostrazione totale della superficie per permettere la penetrazione dell’inchiostro nei grafismi incisi, il secondo consiste nell’azione di una racla che agendo sulla superficie della forma asporta l’inchiostro dalla sua superficie limitandolo per conseguenza nelle incisioni.
La stampa: l’impressione si effettua secondo il principio della stampa diretta che vede il supporto cartaceo andare direttamente a contatto con la forma inchiostrata. Di conseguenza, i grafismi rovesciati sulla forma tornano diritti sul foglio.
La macchina da stampa: venne utilizzata una macchina Hoe, con una forma da stampa piana, che filatelicamente parlando chiamiamo lastra, e fogli di carta filigranata precedentemente sottoposti ad umidificazione. La stampa e la perforazione sono state effettuate in fogli di 100 esemplari ciascuno, con imposizione sul foglio 10×10 pezzi. La maggior parte della produzione è stata eseguita su carta con filigrana ruota alata del II tipo; alcune provviste sono state invece stampate su fogli con filigrana I tipo. La lastra veniva inchiostrata a mano e ripulita dall’inchiostro in eccedenza dalle scanalature dell’incisione per mezzo di una racla. I fogli, precedentemente bagnati, venivano adagiati sulla lastra utilizzando due aghi che ne consentivano il corretto posizionamento tramite i fori di guida della lastra, in corrispondenza delle piccole croci. I fogli, dopo la stampa, venivano posti ad asciugare. Successivamente si procedeva alla gommatura e alla dentellatura, l’ultima operazione. La gommatura venne eseguita a mano utilizzando una spugna. La gomma usata per le prime provviste fu di buona qualità, bianca un po’ granulosa e senza impurità.
La dentellatura fu eseguita col sistema lineare a mano. Questo sistema consisteva nel forare, con due spilli, 3-5 fogli sovrapposti in modo esatto rispetto ala parte stampata e trapassandoli nel centro di due delle croci di registro impresse nei bordi e infilando gli spilli nelle cavità di guida del piano della macchina. Non mi dilungherò nel descrivere le macchina per la perforazione se non rilevare che le dentellature rilevate sono le seguenti: 13¼, 13½, 13¾, 14 e 14¼.
Le prime provviste di questo francobollo (come il foglio in foto) vennero eseguite con molta cura. La carta è di buona qualità, la gomma è bianca e priva di impurità, la stampa è accurata come pure la dentellatura.
La prima lastra (quella del foglio) vene allestita presumibilmente nella seconda metà del giugno 1946 e non presenta le scritte sui bordi erano invece presenti le otto piccole croci, che servivano da guida per la centratura del foglio. Sono evidenti le tracce di bulino, per la centratura delle impronte, collocati orizzontalmente, sui lati verticali, a circa 1,8 mm. dal riquadro superiore delle posizioni 1 e 10 e nei nove interspazi delle dieci file orizzontali. Sui lati orizzontali sono presenti i tratti di bulino verticali corrispondenti al centro di ognuna delle dieci vignette. La seconda e la nona fila intersecano anche le croci guida. Sul bordo inferiore, a 28 mm. di distanza dal riquadro esterno dei francobolli corre su linea orizzontale un ornato a guilloche eseguita con una rulletta circolare: l’ornato, di 20mm. di altezza, è impresso in quattro segmenti (in parte sovrapposti tra loro) di circa 130mm. di lunghezza.
In alcuni valori appaiono segni e tratti caratteristici che possono trovarsi all’interno della vignetta o all’esterno. Possono essere dovuti ad interventi eseguiti sulla lastra fin dalla sua origine oppure apparire da un certo momento e durare fino al termine dell’impiego della lastra o, anche, manifestarsi solo per un tempo limitato e poi scomparire.
Nei due blocchi si trovano le posizioni:
1 : probabilmente la prima impronta ad essere incisa sulla lastra, è leggermente disallineata rispetto alle successive e pende in basso a sinistra.
11 : “doppia incisione”, provocata da una caduta, probabilmente casuale e senza pressione, del punzone quando ancora non era stato completato il posizionamento sulla lastra. La debole doppia impronta è spostata verso l’alto di 0,5mm. ed è particolarmente visibile sopra al bordo superiore e sulle cifre “00” di 100 e in misura meno appariscente sopra la “O” di “POSTE”.
37 : la vignetta è spostata verso destra di 0,2 mm.
40 : la vignetta è spostata verso destra di 0,2 mm.
58 : dove appaiono due piccoli tratti di colore nel bordo all’esterno della cornice di riquadro di destra a circa 6,3 mm. e 7 mm. dall’angolo inferiore.

Ho esaminato i due rarissimi blocchi di 50 esemplari componenti lo stesso foglio di 100, di cui sono unite tre riproduzione fotografiche al verso del presente certificato (ridotte al 40%). Sono, nel loro insieme, originali, in ottimo stato di conservazione e con gomma integra originale.
Garantendone l’originalità ho provveduto a firmarli ed a firmare il presente certificato in oro.