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1926 (5 aprile / 13 maggio) Raid Madrid – Manila

Per rendersi davvero conto dell’importanza del Raid aereo di cui racconto più sotto non va mai scordato che questo volo ebbe luogo un anno prima del famoso primo volo diretto di Charles Lindbergh da New York a Parigi del 1927, prima del volo diretto di Clarence Chamberlin da New York a Berlino del 1927 e prima del famoso primo volo di Richard Byrd al Polo Sud nel 1929. Nel mondo moderno di oggi, caratterizzato dall’omnipresente GPS, dai viaggi in aereo che sono in grado di portarci a destinazione entro le 24 ore, è senza dubbio difficile anche solo immaginare che viaggio pionieristico e rivoluzionario sia stato questo volo.

1926 (5 aprile / 13 maggio) – RAID MADRID-MANILA

Piloti: Eduardo González Gallarza, Joaquín Lóriga e Rafael Martínez Estévez – Apparecchi: Breguet 16 – Dispaccio: 2.729 aerogrammi.
Fu negli anni successivi alla fine della Grande Guerra e al culmine degli ottimisti “ruggenti anni Venti” che, il 5 aprile 1926, tre piloti spagnoli coi loro meccanici, su tre aerei separati, lasciarono Madrid, in Spagna, per un audace volo di 17.500 chilometri sino a Manila nell’ex colonia spagnola delle Filippine. Soltanto due degli uomini, a bordo di un malconcio aereo monomotore, riuscirono a raggiungere la destinazione finale. I tre intrepidi aviatori spagnoli erano i piloti comandanti Eduardo González Gallarza, Joaquín Lóriga e Rafael Martínez Estévez. I tre capitani e i loro meccanici formavano lo Squadrone Elcano, composto da tre aeroplani modello Breguet 19.


Decollarono per questo Raid alle 8:10 del mattino dall’Aerodrome de Cuatro Vientos (Aeroporto dei Quattro Venti) di Madrid. Dopo aver toccato Algeri, Tunisi, Tripoli e Bengasi, e due gomme a terra sull’aereo di Estévez, i tre equipaggi giunsero al Cairo, Egitto, il 9 aprile. La mattina presto di domenica 11 aprile, i tre aviatori lasciarono il Cairo. Tuttavia, a causa di divergenze di opinioni relativamente alla rotta da intraprendere, Estévez si diresse verso Damasco, mentre Gallarza e Lóriga si diressero a Baghdad.

Purtroppo, Estévez si scontrò contro un tremendo uragano e perse la rotta ed a causa di una perdita di benzina, fuoriuscita a causa di fori nel serbatoio dell’aereo, fu costretto ad atterrare nel deserto siriano a circa 100 miglia da Amman, in Giordania. Dopo sei giorni bloccati nel deserto, Estévez e il suo meccanico vennero ritrovati prossimi alla morte sabato 17 aprile da aviatori britannici del Cairo. Nonostante il loro desiderio di continuare il viaggio, il governo spagnolo ordinò loro di rimanere ad Amman per riposarsi e rimettersi in forze. Nel frattempo, Gallarza e Lóriga continuavano il loro viaggio. Il 24 aprile arrivarono entrambi a Saigon, in Vietnam. Dopo alcune riparazioni ai loro aerei, il 26 aprile partirono per Hanoi. È a questo punto del viaggio che, a causa di un guasto al motore, Lóriga è costretto a eseguire un atterraggio di emergenza vicino a Guangzhou, in Cina, e l’equipaggio è dato per disperso per diversi giorni prima del loro ritrovamento e salvataggio. Fortunatamente, Lóriga riesce a riunirsi con Gallarza a Macao e, la mattina del 10 maggio, i due partono insieme sull’aereo di Gallarza diretti ad Aparri, nelle Filippine, dove atterrano nel pomeriggio dell’11 maggio. Dopo due giorni di riposo, il 13 successivo, i due piloti ripartono per Manila atterrando al Nichols Camp alle 11:20 del mattino.
In un resoconto del loro viaggio, i piloti scrissero: “…nessuno riuscirebbe a trovare le parole esatte per le grida, la furia e la frenesia della moltitudine che ci accolse. Scatenati di gioia, applaudirono, alzarono le braccia e riempirono l’aria con vigorose grida di ‘vivas’”. I due aviatori in effetti furono accolti come eroi tra le grida di “Viva España”, “Viva Filipinas”, “Viva Loriga”, e “Viva Gallarza” dalla folla riunita quel giorno per salutare i piloti.

Oltre ai messaggi ufficiali di saluto della monarchia spagnola, gli aviatori raccolsero lettere in vari punti del percorso, tra cui Madrid, Calcutta, Bangkok, Macao, Aparri e Pamanga. In totale, 2.729 lettere furono consegnate alle autorità postali all’arrivo a Manila il 13 maggio 1926. Sugli aerogrammi furono applicati Timbri Speciali appositamente preparati, uno dei quali mostra un aereo insieme agli stemmi della Spagna, degli Stati Uniti e del Filippine, e la scritta “RAID MADRID-MANILA” ed un secondo, sempre figurato con un aeroplano e tre diciture lineari in maiuscolo, due inserite nelle ali del biplano raffigurato, MADRID TO MANILA FLIGHT / ACCOMPLISCED BY / SPANISH AVIATORS” e “MANILA / PHILIPPINE / ISLANDS” ed una terza, sotto le ali, “MAY 13 / 1926.”
Il viaggio pionieristico da Madrid a Manila riaccese i legami tra la Spagna e la sua ex colonia, interrotti nel 1898. I piloti filippini ricambiarono un decennio dopo, nell’anno 1936, quando i piloti Juan Calvo (nessuna parentela con il meccanico del capitano Estevez Calvo) e Antonio Arnaiz volarono a Madrid… ma questa è un’altra storia.

1926 (13 maggio) – TRATTA APARRI-MANILA

Aerogramma da Aparri a Manila del 13 maggio 1926 affrancato con francobollo ordinario filippino, 1925, 26 centavos verde “Francisco Carriedo” (Scott n. 298) annullato con:
• Annullo figurato:
biplano
• Annullo Postale Circolare:
APARRI / CACAYAN,P.I. / MAY. / 13 / 6AM / 1926
• Timbro Speciale, figurato:
biplano e stemmi di Spagna, Stati Uniti, Filippine, e la dicitura “RAID MADRID-MANILA”
• Timbro Speciale, figurato (al verso):
biplano e diciture lineari “MADRID TO MANILA FLIGHT / ACCOMPLISCED BY / SPANISH AVIATORS”, “MANILA / PHILIPPINE / ISLANDS” e “MAY 13 / 1926.