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Cattavia (Kattavia)

Cattavia è un paese di modeste dimensioni situato nella parte meridionale dell’isola di Rodi. È il centro abitato più a sud dell’isola.


A poca distanza si trova l’ex Colonia agricola di San Marco fondata negli anni ‘30. Il Dodecaneso italiano – durante gli anni ’30 – quale Possedimento e non quale Colonia – dipendendo in via giuridico/amministrativa dal Ministero degli Esteri – ha visto la nascita di alcuni villaggi rurali di fondazione nel territorio dell’Isola di Rodi, in un’ottica di sviluppo e potenziamento sia della locale agricoltura, anche a seguito di interventi di bonifica ed appoderamento, sia del controllo delle acque piovane e dei percorsi torrentizi, con estesi interventi di rimboschimento e di canalizzazione delle acque medesime. Nella parte più a sud dell’Isola di Rodi, nella tuttora pressoché disabitata piana di Kattavia, si incontra il villaggio rurale San Marco (1936 circa), dalla chiara matrice architettonica razionalista italiana, con il campanile che rimanda – in pur semplificati termini architettonici – a quello ben piú noto della Serenissima, con la chiesa dedicata al predetto Santo ed un’intera area occupata dalle aule della scuola elementare (si scorge ancora qualche lettera della parola “elementare”), per i figli dei coloni ivi emigrati, per lo piú dalle regioni del Nord est italiano. Sino al 1942 circa, vi abitavano, ed ivi duramente lavoravano, un centinaio di persone, pur senza i risultati sperati in termini agroeconomici, poiché i terreni circostanti (ricavati da una precedente opera di bonifica di un’ampia area stagnante) risultavano eccessivamente acidi/salinici. Si allevava e trasformava pure il bacoda seta.

Nella medesima piana di Kattavia vi era pure una pista di atterraggio per aerei militari italiani, ora pressochè indistinguibile. L’aeroporto di Cattavia (dal nome del paese vicino) codifica militare 805 fu un campo di manovra militare costruito verso la fine degli anni trenta Dipendeva dal Comando Aeronautica Egeo di Rodi e fino all’inizio degli anni quaranta era guarnito solo da pochi avieri. Come deposito materiali venne utilizzata una vecchia fabbrica di seta abbandonata che si trova accanto al campo di manovra. I primi mezzi arrivarono nei primi giorni del febbraio del 1941 con la dislocazione della 223ª Squadriglia composta da Savoia-Marchetti S.M.81 da Marizza. Con l’arrivo dei primi aerei seguì a pochi giorni, la notte del 13 febbraio, un bombardamento da parte di quattro Vickers Wellington della RAF. Il 25 febbraio del 1941 l’isola di Castelrosso venne attaccata da incursori britannici che cercarono di occupare l’isola e quattro S.M.81 decollarono da Cattavia per bombardare gli invasori contribuendo alla difesa italiana mentre un quinto S.M. che si trovava in ricognizione fu colpito al motore e fu costretto ad ammarare di fronte all’isola. La notte del 12 marzo l’aeroporto subì un secondo attacco da parte dei bombardieri britannici. Nel maggio dello stesso anno arrivò la Luftwaffe con dei Dornier Do 17 ed usò il campo di Cattavia per le sue incursioni per la battaglia di Creta. L’aeroporto fu attivo fino ai primi mesi del 1943 quando si decise di chiudere la struttura. Prima di abbandonare l’aeroporto gli italiani resero la pista inutilizzabile piazzando diverse bombe aeronautiche nella pista e facendole saltare a distanza.

A Cattavia nel 1914 fu istituita una collettoria postale. Nel primo annullo era scritto il toponimo errato CADAVIA; errore corretto successivamente