
Il 15c. ebbe ampia tiratura, quasi 151 milioni di esemplari, interamente prodotta presso la tipografia Thomas De la Rue & C. di Londra. Questi francobolli possiedono una curiosità; sono figli di tre punzoni differenti ed ogni punzone racconta una storia diversa.
Il 1° punzone ebbe vita dal novembre 1863 all’aprile 1864. Da esso si ricavarono più di 80 milioni di francobolli. Sua caratteristica peculiare è la NON presenza di punti bianchi né nella cornice né negli ornati degli angoli.
Il punzone 2, necessario a causa della rottura del primo, è il meno longevo. Iniziò ad essere impiegato dal maggio 1864 e non si sa bene quanto fu la sua durata. Fatto è che già dal 19 luglio 1864 si vede “in giro” il SAGGIO del punzone 3. Sua caratteristica identificatrice è la presenza di quattro punti bianchi nell’ovale del francobollo, due sopra e due sotto le “rosette” (o asterischi come li chiama qualcuno).
Il punzone 3 appare, come detto, nel luglio 1864 e non si bene il perché. Probabilmente il secondo punzone si ruppe. Questo punzone ha la caratteristica distintiva di presentare ben dodici punti bianchi; gli stessi quattro del secondo punzone più otto negli ornati degli angoli, due per ogni angolo.
L’intera tiratura del 2° e 3° punzone (circa 60,5 milioni) venne dedicata alla creazione dei cosiddetti francobolli “Ferri di Cavallo” soprastampandoli C. 20 e creando così la soprastampa del secondo e terzo tipo mentre solo una parte della tiratura del 1° punzone (circa 37 milioni) venne soprastampata e diventò il primo tipo.
Qualche francobollo, figlio del 3° punzone, sfuggi alla soprastampa dando vita ad una grande rarità della collezione del Regno d’Italia. Si conosce un blocco di sei, due quartine e qualche esemplare singolo allo stato di nuovo mentre pare non ci siano usati ma forse chissà prima o poi ne salterà fuori qualcuno.
In foto la Prova d’Archivio del 15 centesimi celeste 3° punzone

