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I “CAVALLINI” di Sardegna (1819-1836)

Per tutelare il monopolio postale, a causa delle molte iniziative private per l’inoltro della corrispondenza il 12 agosto 1818 fu promulgato un Editto in cui si esprimeva con decisione l’unico diritto della Direzione generale delle Poste di esercitare il trasporto e la consegna della posta.
La riscossione della tassa postale diede luogo a parecchi misunderstanding e, per eliminarli, sorse l’idea di di vendere della carta da lettere già bollata con diversi tagli di valore e concedere a tale lettere il diritto di libera circolazione.
Nacque dunque la “Carta postale bollata” nata dalle Regie Patenti il 7 novembre 1818.

Questi fogli, chiamati normalmente “cavallini” consistono in un doppio foglio con impresso al centro della prima facciata un piccolo genio che suona un corno a cavallo di un destriero al galoppo. Tale disegno si decise di racchiuderlo all’interno di tre differenti cornici e dando a ognuno un proprio valore.
Venero create due emissioni. La prima, provvisoria, con carta sovrastampata a mano in colore azzurro, con un punzone a bilanciere. Ebbe validità dal 1° gennaio 1819 sino al 31 dicembre dello stesso anno.
La seconda, definitiva, con impressioni a secco su carta bianca recante in filigrana la dicitura: ” Direzione Generale delle Regie Poste-Corrispondenza autorizzata in corso particolare per pedoni e altre occasioni, con al centro lo stemma sabaudo.

MANIFESTI CAMERALI
Per annunciare le emissioni dei “Cavallini” vennero pubblicati dei manifesti camerali, con le indicazioni delle caratteristiche dell’emissione e le modalità d’uso.
Quello della I emissione consiste in un foglio piegato a metà con il testo nel primo, nel terzo e nel quarto lato. Nel quarto sono presenti le riproduzioni in verde-azzurro dei tre valori. E’ datata 3 dicembre 1818.
Quello della II emissione consiste in due fogli piegati a metà con il testo sul primo, terzo, quarto, quinto e sesto lato. Su quest’ultimo c’è la riproduzione a secco dei tre valori. E’ datato 13 novembre 1819.
I manifesti esistono sia in italiano (più comuni) che in francese (rari).
In foto: Manifesto del I e II tipo in francese con dettagli dei Cavallini sia provvisori che definitivi.