
“Il primo De La Rue solo un poco inglese”
Il francobollo definitivo da 20c. ha una storia strana che corre tra Torino e Londra. Il decreto che lo istituisce nel dicembre 1864 dice che “sarà identico all’attuale da 15c., mutata soltanto la leggenda indicante il valore”. Ma non passa molto tempo che si decide di differenziarlo nettamente da tutti gli altri abbracciando l’idea del Perazzi di dotarlo di una cornice quadrata; e questo anche per il fatto che non si vuole cambiare il colore passando dall’azzurro al proposto “bruno d’Italia” troppo simile agli altri bruni già in uso. Il 12 giugno 1865 Warren De La Rue viene incaricato di incidere il nuovo conio e preparare le tavole; ma non c’è troppa fretta viste le giacenze dei “ferri di cavallo”. In verità il Ministro Sella vuole affidare l’incarico al Prof. Ludovico Bigola invitato nel febbraio 1865 a Londra proprio per specializzarsi nell’incisione tipografica “in superficie”. Il Bigola riesce con successo emano delicata a realizzare il nuovo conio da 20c. e ciò gli garantirà un luminoso futuro d’incisione presso la nuova Officina Carte Valori italiana. Il 12 settembre la prima tavola è pronta e parte per Torino insieme al conio originale. Un mese dopo, il 1° novembre 1865, la stamperia governativa apre i battenti con i tecnici pronti ad utilizzare le macchine ed i materiali inglesi ma presto la guerra con l’Austri porta via personale ed il restante dev’essere impiegato per stampare banconote e marche da bollo per cambiali, ecc. È solo ala fine del 1866 che torna la normalità ed è soltanto ad aprile del 1867 che si inizia a stampare il 20c. azzurro.
PROVA NEL COLORE ADOTTATO
1866 – Effige di Vittorio Emanuele II su fondo lineato – Dent. 14 a pettine – Filigrana corona – Gomma arabica – Fondo di sicurezza – Soprastampa “SAGGIO”
20 cent. azzurro * (Bolaffi n. P21ar / Sassone)
Ho esaminato la Prove nel colore adottato, di cui sono unite due riproduzioni fotografiche del recto e del verso al presente certificato (ingrandite al 200%). È in discreto stato conservativo (difettoso) ed originale.
Ho provveduto a firmarla ed a firmare il presente certificato.

