
2a Squadriglia Cerchi Neri: I-PELL, I-MIGL, I-BORG
Apparecchio Generale ALDO PELLEGRINI
ROMA – AMSTERDAM
Lista di carico: 47 aerogrammi destinati ad Amsterdam.
Aerogrammi totali trasportati: 202

Raccomandata aerea n. 5605 da Roma a Piacenza, via Amsterdam, del 13 giugno 1933 affrancata con francobollo di posta aerea trittico, 5,25 + 19,75 lire policromo serie “Trittici” (Sass. n. 51N) annullato con:
• Annullo Postale Circolare di partenza, a doppia lunetta:
ROMA / VIA LOMBARDIA / 13.6.33
• Timbro Speciale Circolare violetto con al centro fascio littorio e quattro aerei sull’oceano:
CROCIERA AEREA DEL DECENNALE – ITALIA – NORD AMERICA – GIUGNO 1933 – XI
• Annullo Postale Circolare Speciale:
CROCIERA AEREA DEL DECENNALE – ROMA FERROVIA – 14.6.33.XI.22
• Annullo Postale Circolare di transito a doppio cerchio e lunette:
AMSTERDAM-CENTR. STATION / 1933 / – 1.VII.18. / 56
• Annullo Postale Circolare di arrivo, a doppia lunetta:
PIACENZA – CENTRO / RACCOMANDATE / 3.7.33.10
La tragica scomparsa dei Generali Aldo Pellegrini e Pintor
Il 7 dicembre 1940 restarono uccisi in un incidente aereo mentre raggiungevano la città di Torino, sede designata della Commissione Italiana di Armistizio con la Francia: erano il Generale di Corpo d’Armata Pietro Pintor, designato Presidente della Commissione stessa, e il Generale di Squadra Aerea Aldo Pellegrini, asso degli idrovolanti nella Prima Guerra Mondiale, ai cui comandi venne decorato tre volte al Valor Militare. Assieme a loro, perirono anche il Colonnello Pilota Attilio Corti, il Maggiore Cesare Quinto, il Capitano Pilota Giuseppe Cadel, il Maresciallo Motorista Ettore Alberi e il Sergente Maggiore Marconista Paolo Cinti. Si erano formati sui campi di battaglia della Grande Guerra, scalando i gradini della scala gerarchica uno dopo l’altro, prendendo parte in più riprese ai combattimenti lungo l’Isonzo e il Piave. In particolare, con il grado di Tenente Colonnello in forza all’11° Reggimento Artiglieria da Campagna, Pietro Pintor si guadagnava una Medaglia d’Argento al Valor Militare combattendo sul Piave nell’ottobre 1918: “Assunto il comando di un reggimento di artiglieria da campagna, nella imminenza di una battaglia, dirigeva il fuoco delle sue batterie con perizia ed ardimento da un osservatorio esposto e battuto sull’argine del Piave. Avanzando oltre il Piave con i reparti di fanteria fin sulle prime linee allo scopo di raccogliere la maggior somma di elementi sulla situazione veniva a trovarsi in una zona vivamente battuta da fucileria e mitragliatrici nemiche, e sebbene i pochi organi del suo comando fossero ridotti per la perdita di un ufficiale caduto ferito a lui da presso, dava con calma e serenità esemplari, tutte le disposizioni che la situazione richiedeva. Piave, 28-29 ottobre 1918″.

Aldo Pellegrini, invece, si formò inizialmente nei ranghi della Regia Marina. Entrato a far parte delle squadriglie idrovolanti, tra il marzo e il novembre 1916 effettuò numerose missioni da ricognizione, che gli valsero una prima Medaglia d’Argento al Valor Militare: “Ha eseguito in qualità di pilota e di comandante di gruppo vari attacchi e ricognizioni su costa nemica fatto segno più volte ad intenso fuoco di artiglieria antiaerea, dimostrando in ogni circostanza molto ardimento, decisione ed ottime qualità, sia come aviatore che come militare. Basso Adriatico, marzo-novembre 1916″. A questa ne seguì una di Bronzo, conseguita per aver condotto una squadriglia in un’azione di bombardamento contro una base nemica e, nonostante la reazione avversaria del fuoco contraereo, portò a termine la missione: “Quale capo di una squadriglia di idrovolanti, procedeva in modo mirabile al suo allestimento per una spedizione di bombardamento di una base nemica e quindi la conduceva all’attacco con decisione ed ardire, pur fatto segno al fuoco nutrito delle batterie antiaeree della piazza. Basso Adriatico, 16 luglio 1917″. Terminato il conflitto, in cui si distinse per coraggio e abilità ai comandi dei velivoli che gli venivano affidati, venne insignito della seconda Medaglia d’Argento al Valor Militare: “Comandante di Squadriglia di Idrovolanti, ha eseguito varie missioni di guerra sulla costa nemica per bombardamenti e ricognizioni, e numerose esplorazioni di sorveglianza in mare, dimostrando in ogni circostanza intelligente ardimento e spirito aggressivo, e dando sempre ai suoi dipendenti mirabile esempio di sereno sprezzo del pericolo e di alto sentimento del dovere. Grado-Ancona, luglio 1917-novembre 1918″. E sicuramente avrebbero potuto fare ancora molto i Generali Pintor e Pellegrini se non fossero periti nel tragico incidente aereo del 7 dicembre 1940. Decollati dall’Aeroporto di Roma a bordo di un Savoia Marchetti SM79, a causa delle cattive condizioni meteorologiche incontrate lungo il tragitto, il velivolo si schiantò al suolo nei pressi di Cartosio, tra Savona ed Alessandria, pochi istanti prima di iniziare la fase di discesa per l’Aeroporto di Torino.
Scrisse il Corriere della Sera nell’edizione pomeridiana del 9 dicembre dopo averne appresa la notizia: “Un apparecchio militare diretto da Roma a Torino con a bordo alcuni membri della Commissione Italiana di Armistizio con la Francia precipitava per cause ancora imprecisate , il giorno 7, alle ore 13, nei pressi di Acqui. Le persone a bordo, tra le quali di trovavano il Generale Designato d’Armata Pietro Pintor e il Generale di Squadra Aerea Aldo Pellegrini, sono decedute nell’incidente. L’improvvisa scomparsa del Generale Pintor suscita un senso di profondo cordoglio in tutta la Nazione, che vedeva in lui un soldato prode e valoroso che, in pace e in guerra, aveva sempre dato con gagliarda disciplina e vasto sapere il meglio del suo intelletto e della sua anima generosa e fiera. La Nazione si inchina reverente alla sua nobile figura e ne onorerà perennemente la memoria. L’Arma Azzurra, che aveva nel Generale Aldo Pellegrini uno dei suoi organizzatori più intelligenti e assidui, e uno dei suoi piloti migliori, ne sente con fiero dolore la perdita improvvisa. La Nazione tutta, memore delle alte virtù militari e civili dello scomparso, ne curerà la memoria con orgoglio e con amore”.

