
Ispirandosi al modello francese, la Ditta Gasparri di Napoli brevettò nel 1876 un sistema di pubblicità stampato sulle buste, denominato “Buste parlanti”. Erano una specie di intero postale affrancato con francobollo anziché con lo stesso prestampato. I francobolli applicati sulle buste parlanti venivano tagliati, cioè attraversati da due piccoli tagli diagonali per evitare che potessero essere staccati ed usati su altre buste. Ovviamente questi tagli non ne costituiscono un difetto anzi ne garantiscono l’originalità.
Le buste parlanti furono stampate in un numero sconosciuto di serie numerate di 100 esemplari ciascuna più una serie senza numero. Ogni busta recava 12 annunci pubblicitari che variavano da serie a serie. Erano affrancate o con 20 cent. per la corrispondenza diretta fuori distretto e con 5 cent. per il distretto dell’ufficio di importazione ed erano vendute al pubblico rispettivamente a 15 cent. o a 2½ cent. Potevano essere raccomandate, integrando l’affrancatura con 30 cent. per diritto di raccomandazione.
Previa integrazione dell’affrancatura si potevano spedire anche nei paesi dell’unione generale delle poste. Per la loro vendita furono annunciate la pubblico mediante avvisi murali apparsi nelle principali città intorno al 20 marzo 1877 e incominciarono ad essere distribuite nella seconda decade dell’aprile 1877. La prima data rilevata è “Napoli 24 APR 77”. Non furono mai abolite ma si estinsero da sole, dopo un iniziale successo dovuto alla novità.
Buste parlanti con numero di serie 1877 – Francobolli del 1866-77

Busta parlante 20 c. azzurro (Sass. n. 2) da Venezia a Vienna (Austria) del 14 maggio 1877 con l’affrancatura complementare di un 10c. giallo ocra della tiratura di Torino (Sass. n. T17) per ottemperare al porto per l’estero. Il francobollo da 20c. presenta i consueti due piccoli tagli di rasoio.
(La busta è pubblicata a pag. 352 del Catalogo Sassone)

