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Italia Repubblica: Democratica – 10 Lire, il Falso “di Milano”

Nell’ottobre del 1946 comparve a Milano un francobollo della serie democratica dal valore facciale di 10 lire, color ardesia, del tipo emesso il 1° ottobre 1945. Questi francobolli vennero distribuiti sia nelle rivenditorie di tabacchi e valoro bollati che nelle ditte che spedivano grossi quantitativi di corrispondenza. Il tutto mise nel completo caos le poste che, nella circolare n. 690897 V.4, diramata il 1° gennaio 1947 dalla Direzione Generale delle Poste a firma del Direttore Generale Musumeci e diretta a tutti gli uffici postali ed alle Direzioni provinciali, metteva in guardia gli addetti postali riguardo ala presenza di francobolli falsi.

Alla fine di ottobre 1946 la Polizia Postale di Milano intercettò una lettera raccomandata spedita da Milano il 26 del mese e diretta in città; raccomandata spedita dallo Studio dell’Avv. Pietro Cassone di Via Cerva. Fu scoperto che tale raccomandata era affrancata con un 10 lire ardesia che presentava caratteristiche che lo differenziavano dall’originale e lo fecero ritenere un falso per frodare le poste. Due anni di indagini portarono la Polizia ad individuare i presunti colpevoli e l’azienda presso cui lavoravano, azienda che collaborò con le autorità durante le indagini.

Il falsario risultò essere XY, abitante a San Giovanni Gemini e risultò che avesse venduto un lotto imprecisato di fasi ad un complice di nome ZX. Il miglior cliente di ZX risultò essere QW, un fattorino della Società Anonima “La Stampa Commerciale” di Milano, editrice de “Il Sole”. Il fattorino furbetto comprava a nome della ditta i falsi a prezzo del facciale e divideva il ricavato con ZX. Il 4 giugno 1948 il QW commise il passo falso di recarsi ad un ufficio postale con raccomandate della ditta affrancate da lui stesso con i falsi; venne cuccato e denunciato alla P.S. Il suo arresto permise la risalita di tutta la catena e portò all’arresto anche di ZX. I colpevoli confessarono dando le informazioni che permisero il recupero di una parte dei francobolli falsi. (Sui verbali di interrogatorio, consultabili, i nomi sono coperti da censura XXXXXXXXXXXX).

I falsi rispetto agli originali presentano alcune caratteristiche ben evidenti:

Scarsa definizione del disegno con le immagini delle catene e del martello quasi prive di ombreggiatura. Colore di fondo della vignetta grigio opaco con la scritta bianca velata. Alla base del francobollo le due scritte “IST. POL. STATO – ROMA” e il nome del vignettista “LALIA” sono ricoperte da un fondo di colore grigio chiaro che “scende” dalla continuazione del color grigio della scritta in negativo “POSTE ITALIANE”.

Le dimensioni sono invece del tutto simili all’originale mentre la carta del falso è di tipo comune, pregommata e senza filigrana. La dentallatura eseguita linearmente è compresa tra 14½ e 14¾ sia in orizzontale che in verticale (originale 14 x 14¼).

Nelle foto:
– Il più grande blocco conosciuto del francobollo nuovo (foto del blocco è pubblicata sul testo “Democratica – l’ordinaria del risveglio” di Gianni Vitale a pag. 342).
– Dettaglio della base del francobollo.
– Copia del Verbale d’arresto del 6 giugno 1948.