
Gino Boccasile: un talento unico, irripetibile, ingiustamente rimosso, destinato a guadagnare, nelle generazioni a venire, schiere di nuovi ammiratori.
L’artista pugliese (1901-1952) fu l’interprete e lo specchio di un’epoca che con lui è tramontata. Illustratore eclettico e prolifico, principe della cultura strapaesana, radicale innovatore del lessico pubblicitario, ai pubblicitari di oggi ha insegnato la sintesi, l’essenzialità e l’impatto prima ancora che di queste cose si prendesse coscienza: ne sanno qualcosa la Pirelli, la San Pellegrino, la Fiera di Milano, la Sperlari. Giocò col nudo quando il nudo era proibito. Inventò un’icona del Novecento come la Signorina Grandi Firme per la rivista di Cesare Zavattini, suo grande ammiratore: una donna emancipata, libera, consapevole, ben distante dallo stereotipo di «angelo del focolare». In altre parole, inventò una rivoluzionaria, «una pietra filosofale dell’erotismo», come sostiene Antonio Faeti, una diva assoluta. Con Boccasile ritroviamo un pezzo fondamentale di storia del costume e della società italiana, guidati dalle sue stupende creazioni, realizzate durante gli anni terribili della Seconda Guerra Mondiale. Boccasile fiancheggiò il fascismo dal principio alla fine e l’Italia democratica, per questo, non lo ha perdonato, condannandolo alla damnatio memoriae. Dopo più di mezzo secolo è giunto il momento di riscoprirne il genio artistico e riconoscerne il ruolo di maestro indiscusso della comunicazione visiva.L’AVIATORE, china e carboncino su carta, 18,5 x 24,5 cm.
SOTTOMARINO ATLANTICO, china e carboncino su carta, 18,5 x 24,5 cm.

