
Perché, al di là dell’aspetto filatelico e collezionistico, si continua a ricordare la Crociera Aerea del Decennale del 1933?
E’ semplice.
La Crociera ha cambiato definitivamente l’Italia. L’aviazione divenne di colpo o il sogno di migliaia di giovani e di ragazze che sognavano di sposare un pilota con la divisa azzurra.
La scrittrice Liale, i cui romanzi rosa sono tra i più letti, mette nelle sue “fiction” gli aviatori. Tra le canzoncine inizia ad impazzare il ritornello “e gira l’elica romba il motor, questa è la vita bella, la vita bella dell’aviator!”.
La Perugina mette in vendita i cioccolatini della Crociera con il concorso per chi individua l’ora esatta di ammaraggio al Lido di Roma.
Il mondo dell’arte rimane estasiato, Balla dipinge uno straordinario capolavoro della trasvolata mentre lo scultore Arturo Martini fonde una gigantesca statua di bronzo.
E sono solo pochi esempi.
Mentre gli Atlantici 2.000 anni dopo rivivono il trionfo imperiale dei Cesari passando sotto l’Arco di Costantino calpestando fronde di quercia e alloro i giornali stranieri dicono la loro:
Paris Midi “Il giorno in cui gli Atlantici presero il volo da Orbetello scrivevamo che nessun’altra aviazione all’infuori della italiana era in grado di intraprendere una così audace spedizione; si può scrivere oggi che nessun’altra aviazione al mondo era capace di riuscire in tale prova….”
Lokal Anzeiger “…questi cento aviatori hanno aggiunto una nuova pagina alla storia dell’aeronautica”
New York Times “a parte il fatto che gli aviatori italiani hanno compiuto una manovra militare senza discussione impressionante, essi hanno dato all’aviazione commerciale la certezza che se una così imponente squadra ha potuto compiere sana e salva il passaggio in volo del Nord, gli argonauti potranno seguirli sulla loro traccia”
Herald Tribune “anche coloro che erano scettici sul destino dell’aviazione debbono ammettere lo splendore dell’impresa con questo successo memorabile”.
Dice il Generale William Michell Comandante dell’Aviazione dell’Esercito americano: “la trasvolata è talmente grandiosa e spettacolare da indurci da ritenere del tutto possibile che gli italiani, con tali straordinari progressi aerei, riescano a far rivivere la grande influenza e la formidabile potenza della Roma imperiale. Questo volo dimostra che l’Italia è fortemente consapevole delle possibilità commerciali delle linee aeree transoceaniche”.
Stimolati da questa impresa e dal successo dei Savoia Marchetti S55X gli ingegneri della Boeing si accinsero a progettare un aereo “doppio” dell’idrovolante italiano: un quadrimotore che nella versione militare modello 299 compirà il primo volo due anni dopo e verrà siglato B17. Dal modello 300 civile nascerà una serie numerosa di aerei commerciali, il cui sviluppo porterà nella seconda metà degli anni ‘60 a concepire il B747 Jumbo il più straordinario aereo passeggieri mai concepito.

