
La notte tra il 10 e l’11 marzo 1918 fu eseguita e portata a compimento una delle ultime missioni della Marina tedesca. Il Comando tedesco volle utilizzare il possente dirigibile Zeppelin L59, il più moderno e tecnicamente avanzato mai costruito prima dalla Marina Tedesca, per colpire la città di Napoli.
Il fatto avvenne ad una settimana dalla firma della pace di Brest-Litovsk, mentre gli Imperi Centrali avevano iniziato un grande concentramento di reparti, compresi quelli reduci dal fronte russo, nella zona del Piave. Agli ordini del Comandante Ludwig Bockolt, e decollato da Jambol (Bulgaria), il dirigibile giunse indisturbato sulla direttrice della città partenopea ad un’altitudine di circa 4.800 metri. Procedendo con i motori a basso regime e ad una velocità di appena 70 chilometri all’ora, il dirigibile tedesco scaricò 6.400 chilogrammi di bombe sul porto, sugli impianti di Bagnoli e sui cantieri Armstrong di Pozzuoli. Tuttavia, a causa di un lieve errore di rotta, diversi ordigni colpirono la zona dei Granili, poi i Quartieri spagnoli e Piazza Municipio, quindi il Corso Vittorio Emanuele ed infine Posillipo, causando danni alle abitazioni, morti e feriti. L’aeronave rientrò indenne alla sua base e un mese dopo ripartì per la sua ultima, sfortunata missione che aveva lo scopo di distruggere l’arsenale della base navale inglese di Malta: obiettivo che non raggiungerà mai a causa di uno spaventoso incidente.
Secondo la testimonianza del capitano Robert Sprenger che, al comando del suo U-boot 53 (Type UB III) proveniente dalla base austriaca di Cattaro, stava navigando in emersione nel canale di Otranto: “osservammo a pochi chilometri di distanza e ad un’altitudine di circa 250 metri, un enorme dirigibile. Il mezzo, in evidente difficoltà, iniziò ad effettuare al cune disordinate manovre”. Sprenger e i suoi uomini riferirono che, a causa di due forti esplosioni, l’aeronave si trasformò in una palla di fuoco precipitando in mare, e dell’intero equipaggio non sopravvisse nessuno.
Nella primavera dello stesso anno, a ricordo del bombardamento e dei tragici eventi, il Comitato Nazionalista di Napoli decise di emettere un’etichetta erinnofila verticale, policroma, 35×50 mm., dent. 16, stampa cromolitografica, edita dalla Litografia Doyen di Torino.
Lettera da Brindisi a Poviglio (Reggio Emilia) del 20 agosto 1918 affrancata con due francobolli di posta ordinaria del Regno, ottobre 1906, 10 cent. rosa serie “Leoni” (Sass. n. 82) ed un esemplare dell’etichetta erinnofila sopra descritta annullati con:
• Annullo Postale Circolare a lunette:
BRINDISI CENTRO / ARRIVI E PARTENZE / 20. 8. 18. 21
In foto:
Fronte e retro della busta
L’etichetta erinnofila
Foto del Comandante Ludwig Bockolt
Foto del Dirigibile Zeppelin L59


