
Il 1 novembre 1943 un signore ben vestito entra alla Direzione delle poste di Napoli. Il palazzo è conciato male. Il 7 ottobre appena passato alcune bombe tedesche hanno provocato danni ingenti ed anche morti tra cui bambini. Ad ogni modo S.E. Mario Fano,
Sottosegretario alle Poste e Telecomunicazioni del neo costituito Governo Badoglio, si presenta al palazzo. E’ determinato e nessuno lo può fermare. Porta con se un ordine proveniente dal Comando Supremo. Servono, con estrema urgenza, alcuni francobolli. Le poste napoletane devono allestire 500.000 valori da 50 centesimi della serie “Imperiale” con sovrastampata la firma autografa del Maresciallo Badoglio. Il Dr. Guerriero, direttore delle poste, ed il sig. Raimondi, proprietario dello Stabilimento Grafico Raimondi, presenti all’incontro fanno notare che sarà dura perché manca lo zinco necessario per la preparazione dei clichès necessari. Ma a Fano non frega niente: “il lavoro va fatto e velocemente!”.L’incombenza viene affidata allo Stabilimento Grafico Richter nella persona del ragionier Casizzone che accetta di buon grado l’aiuto del Raimondi obbligato da Fano a partecipare al lavoro.
Viene quindi consegnato loro un foglio con la firma del Maresciallo. Raimondi si rivolge ai fratelli Amodio che, nonostante le difficoltà del periodo non avevano mai smesso di lavorare presso il loro laboratorio di Piazzetta Salazar.I Salazar riescono, e non si sa bene come, a trovare quel poco di zinco sufficiente ad allestire una tavola di dieci clichès con la quale si inizia il lavoro di sovrastampa di blocchi di dieci esemplari per volta. Dopo una prova di colore in rosso ed in nero su esemplari, sempre dell’imperiale, del valore da 1,75 lire arancio si decide che il colore rosso è più idoneo e visibile sul colore violetto del 50 centesimi scelto.Durante la fase di stampa dei blocchi, uno viene inviato in visione ed approvazione al Re il quale inorridito dalla firma di Badoglio che copre il suo volto ordina l’immediato fermo dei lavori e la distruzione dei francobolli già pronti. E’ una vera bomba per Vittorio Emanuele; oltre all’imminente abdicazione gli viene pure deturpato il viso, questo è tradimento!!! E’ la fine del bel francobollo. Il 10 novembre la tipografia viene fermata e dei 20.000 esemplari già pronti se ne salvano soltanto 500 che vengono archiviati. Gli altri, pare, inceneriti.
