
PERIODO PIONERISTICO DELL’AERONAUTICA MILITARE ITALIANA
Unica cartolina nota recante i Timbri di reparto sotto descritti e manoscritta dal Tenente pilota Alfredo Cavalieri, di Palmanova, pioniere dell’aeronautica italiana.
Divenne pilota in Francia brevettandosi (Brev. N. 17) il 31 ottobre 1910 a Étampes (Francia) su apparecchio Bleriot. Combatté dal gennaio 1917 nella 305^ sezione di difesa a Cairo Montenotte, volando sui Voisin.
Le origini dell’aeronautica militare italiana si possono suddividere in tre distinte specialità: aerostieri, dirigibilisti e aviazione compresa l’idroaviazione. L’Esercito con una Circolare istituisce una Sezione Aeronautica il 6 novembre del 1884. Il Ministero della Guerra del Regno D’Italia il 13 dicembre 1884 autorizzava la costituzione di un Servizio Aeronautico presso il distaccamento di Roma della Brigata Mista del 3° Reggimento Genio di stanza a Firenze. Nel gennaio 1885 venne costituita la Sezione Aerostatica presso lo stesso distaccamento del 3°Genio con sede il Forte Tiburtino sulla via Tiburtina a Roma e come comandante il Tenente Alessandro Pecori Girardi. Si disponeva di due palloni frenati da 550 mc fabbricati in Francia e chiamati “Torricelli” e “Africo” (vento di libeccio). Il 23 giugno 1887 con la legge n° 4593 serie 3, venne istituita la Compagnia Specialisti del Genio sempre adibita all’uso dei palloni frenati con lo stesso comandante P. Girardi (primo pilota di aerostato militare) ma il comando fu trasferito dal Forte Tiburtino a Castel Sant’Angelo a Roma. Nella Guerra di Eritrea (1887 – 1888) vennero usati per la prima volta in guerra tre palloni da ricognizione per studiare le posizioni assunte dagli avversari sul campo. Il primo pallone libero fu costruito e guidato dal capitano Maurizio Moris e dal tenente Cesare del Fabbro che volò 11 giugno 1894 a Roma. Nel 1894 il Servizio Aeronautico del Regio Esercito fu riordinato con la costituzione della Brigata Specialisti del Genio. Nel 1905 Almerico Da Schio realizzò il primo dirigibile italiano portato in volo, battezzato “Italia”. Nel 1904 il maggiore Moris assunse il comando della Brigata ed incaricò i tenenti Ottavio Ricaldoni e Gaetano Crocco di realizzare il primo dirigibile militare italiano chiamato “Crocco-Riccaldoni N°1” da 2.500 mc, tipo semirigido, che utilizzava un motore da 120 cv. Il suo primo volo con successo avvenne a Vigna di Valle sul lago di Bracciano il 3 ottobre 1908 guidato dai suoi due realizzatori. L’anno dopo realizzarono il dirigibile N.1bis col quale effettuarono il volo di andata e ritorno Vigna di Valle – Napoli. L’N.1bis ribattezzato P.1 volò a Bengasi nel 1911 dove effettuò cinque missioni di guerra e fece il primo bombardamento notturno da dirigibile. Enrico Forlanini riuscì a realizzare il suo dirigibile Leonardo Da Vinci lungo 40 metri e a volare su Milano il 2 luglio 1909. In Italia nel 1907 nacque il Club Aviatori Romani con presidente il maggiore Moris. Dopo i voli dimostrativi, un po’ deludenti, del francese Leon Delagrange nel maggio 1908 a Roma, Milano e Torino, Moris si prodigò per invitare a Roma nell’aprile del 1909 Wilbur Wright con l’acquisto di uno dei suoi biplani dietro compenso totale di 50 mila lire. Così dal 15 aprile furono effettuati circa 67 voli sul prato di Centocelle vicino Roma, di cui 6 dimostrativi, 30 per l’istruzione del tenente di vascello Mario Calderaia, 5 per Umberto Savoia e 26 per le autorità militari, civili e nobili romani. Come stabilito, l’aeroplano di Wright Type 4 (velocità max 58 Km/h, carico utile 120 Kg) venduto all’Italia rimase a Centocelle (diventando il primo aereo militare italiano) dove Calderaia diede lezioni di volo al tenente del Genio Umberto Savoia che divenne il secondo pilota di aeroplani e il primo dell’Esercito. In seguito, si svolse il primo Circuito Aereo internazionale italiano a Brescia nel settembre 1909 e il 12 settembre fu riconosciuto a Calderaia, per acclamazione pubblica, il brevetto di pilota di aeroplano n°1, mentre il n°4 verrà successivamente dato a Savoia. Nel gennaio del 1910 Centocelle diventò la prima scuola di volo militare con capo corso il tenente colonnello Cordero di Montezemolo. Ben presto la scuola di Centocelle chiuse e vennero aperte le scuole di volo di Aviano (Udine) e di Cascina Malpensa (Varese). Sorsero scuole di volo anche a Mirafiori (Torino), Pordenone, Somma Lombarda, Venaria Reale. Anche in Italia nacquero le prime case costruttrici di aeroplani. Il 13 gennaio 1909 decollò da Venaria Reale il triplano di Aristide Faccioli N.1 (con il pilota in piedi alla guida) che percorse alcuni chilometri ma atterrò rovinosamente danneggiando gravemente l’aereo. Rappresenta il primo volo di un aereo a motore costruito in Italia. Seguirono altre versioni dell’aeroplano sino al n.4 che riuscì a compiere diversi voli senza contrattempi nel 1910. Sempre nel 1910, volò il biplano Caproni. Il 23 settembre 1909 col Regio Decreto n° 709 la Brigata Specialisti del Genio diventò la Brigata Specialisti Autonoma del Genio. Il 10 luglio 1910 il Parlamento stanziava la somma straordinaria di 10 milioni di lire per la realizzazione di dirigibili, aerei e relative infrastrutture. Il 17 luglio del 1910 con la legge n° 515 si costituì il Battaglione Specialisti del Genio articolato in 4 reparti con l’intenzione di formare una Flottiglia Aerea Militare : truppa e servizi vari (parchi aerostatici, fotoelettricità, telegrafia…), aviazione militare con aeroplani e scuole, dirigibili militari, stabilimenti sperimentali e di costruzioni aeronautiche. Nel luglio 1910 gli aerei furono formalmente riconosciuti come possibili mezzi militari e si incominciò a predisporre l’aviazione militare italiana come un reparto del Battaglione Specialisti. Nell’agosto del 1911 nel Monferrato, si effettuarono delle lunghe manovre militari di prova con aerei e dirigibili per comprendere e migliorare le possibilità di impiego dei nuovi mezzi in caso di conflitto.

Cartolina reggimentale policroma “Battaglione Aviatori”, manoscritta dal Tenente pilota Alfredo Cavalieri, da Cameri a Udine del 22 aprile 1915 affrancata con francobollo ordinario del Regno, ottobre 1916, 10 cent. rosa serie “Leoni” (Sass. n. 82). La cartolina reca i seguenti Timbri di reparto:
• Timbro Lineare, su due righe, violetto:
DISTACCAMENTO DI CAMERI / SCUOLA AVIATORI

• Timbro Circolare a doppio cerchio, violetto:
DISTACCAMENTO DI CAMERI / SCUOLA AVIATORI / stemma dei Savoia

