
Pilota: Cap. Edoardo Olivero – Meccanico: Ernesto Campanelli – Passeggero: Bernardo Duggan – Apparecchio: idrovolante SIAI Marchetti S.59 Buenos Aires – motore: Lorraine Dietrich 450 CV
Edoardo A. Olivero, argentino di origini italiane e pilota nelle squadriglie da caccia del Regio Esercito italiano nella Prima guerra mondiale, con tre medaglie d’argento, già da due anni aveva studiato tecnicamente e finanziariamente il raid, che divenne una reale possibilità con l’appoggio economico della madre di Bernardo Duggan, da poco brevettatosi pilota civile. I due argentini partivano quindi per l’Italia dove acquistavano un S.59 e si assicuravano la collaborazione del più famoso e bravo motorista dell’epoca: Ernesto Campanelli, che l’anno precedente aveva avuto cura dello stesso motore per 55.000 km durante il raid di De Pinedo. Il 29 aprile i tre si imbarcavano a Genova con l’idrovolante, diretti a New York, dove si installavano a Miller Field, ospiti della Marina degli Stati Uniti. Il 24 maggio iniziava il viaggio toccando la Florida, Cuba, Haiti, Porto Rico, Guadalupa, Martinica, Guyana Britannica e Brasile e, tra innumerevoli difficoltà, si concludeva il 13 agosto con la tappa Montevideo-Buenos Aires, dopo trenta tappe ed un percorso di 14.856 km in 114 ore e 13 minuti di volo effettivo.

TAPPA MONTEVIDEO – BUENOS AIRES
Cartolina postale, spedita in busta chiusa, del 17 agosto 1926 inviata a Fedele Colombo da Buenos Aires a Gallarate (Milano) manoscritta e firmata da Ernesto Campanelli e recante il seguente testo: “I piloti del Raid New York – Buenos Aires ringraziano gentil pensiero”
(Longhi n. 1568)

[riprodotta a pag. 509 del Catalogo di Aerofilia italiana, edizione 20025. Ex Collezione Longhi] Vedi meno

