
Il 100 lire della Democratica venne falsificato a Buenos Aires e usato per affrancare fraudolentemente la corrispondenza che dall’Italia era diretta in Argentina. Si conosce usato fra il marzo 1950 ed il settembre 1952.
A Buenos Aires la comunità calabrese e, più in generale, italiana era numerosissima. La capitale argentina alla fine degli anni ‘40 era già una grande metropoli, con milioni di abitanti. Grandi spazi e grandi possibilità di fare fortuna. Un salto immenso per un uomo, ricco di fantasia ma soprattutto di una naturale predisposizione a mettersi nei guai; come Francesco Percivalle.
La maggior parte degli italiani che egli trovò nel Nuovo Mondo lavoravano e inviavano al paese rimesse in denaro. Le famiglie, lasciate in Italia, spesso erano state devastate economicamente dalla guerra, ed il denaro proveniente dall’estero rappresentava un’importante risorsa. Malgrado fossero solitamente poco istruiti, gli emigranti corrispondevano, scrivendo con grande frequenza. Il Percivalle andò ad abitare in quello che egli, nelle lettere, definì “albergo” ma che in realtà doveva rappresentare un dormitorio di infima categoria. Unico aspetto positivo: quell’umile sistemazione rappresentava il ritrovo di tanti immigrati ovvero di clienti e di “spacciatori” dei suoi falsi.
In realtà, dal punto di vista cronologico esistono alcuni periodi di cui poco siamo a conoscenza sulla sua permanenza in Argentina. Non sappiamo, con precisione, quando egli sia arrivato a Buenos Aires: quasi sicuramente tra il 1948 ed il 1949. La prima occasione per “occuparsi” nuovamente di filatelia si presentò nel 1950. Il governo peronista aveva enormemente gravato di tasse e quindi sospeso le rimesse degli emigranti. A livello politico fu una sorta di piccola rivincita nei confronti delle democrazie occidentali, fra cui l’Italia, che imputavano al regime peronista l’aver dato asilo (con l’aiuto della CIA) a molti ex gerarchi nazisti: Adolf Eichmann, Josef Mengele, Klaus Barbie, Erich Priebke ed altri meno noti ma pur sempre criminali. I falsi prodotti dal Percivalle, inseriti nelle lettere scritte dagli emigranti verso l’Italia, avrebbero così rappresentato una sorta di “Buoni di Risposta Internazionale” …a basso prezzo! Buona parte dei falsi però furono venduti attraverso un’altra via: buste preaffrancate e … già destinate.
Della falsificazione del 100 lire si conoscono quattro tirature, una tipografica e tre litografiche.
Prima tiratura – Nel marzo del 1950 Francesco Percivalle avviò la stampa, tipografica, di quella che oggi noi chiamiamo la prima tiratura. La stampa tipografica venne eseguita su cliché di zinco. Il colore, come si vede, risulta impastato. Rispetto all’originale questo falso è molto punteggiato, confusamente, lasciando quasi una sorta di alone attorno alla vignetta centrale (famiglia fra le bilance). La dicitura alla base (IST. POL. STATO – OFFICINA CARTE VALORI) è appena abbozzata. La carta è del tipo “uso mano” giallastra, senza filigrana. La dentellatura è 11¼ x 11¼ (circa), lineare. La falsificazione venne eseguita con un unico cliché e per esemplari singoli. E’ la falsificazione più facile da distinguere a causa delle sue caratteristiche evidenti. Nella parte centrale della vignetta dell’imitazione tipografica manca la puntinatura attorno alle figure e le ombre sono praticamente inesistenti; la scritta “in ditta” è illeggibile con errori tipo: VALOR invece di VALORI.
Si conoscono solamente 4 esemplari singoli, nuovi, dentellati.
Le lettere a noi note, affrancate con il falso della prima tiratura sono solamente 9:
– 10 marzo 1950 Lettera da Cosenza
– 15 marzo 1950 Lettera da Cosenza
– 20 marzo 1950 Lettera da Amantea
– .… aprile 1950 Lettera da Cosenza
– 17 aprile 1950 Lettera da Cosenza
– 9 maggio 1950 Lettera da Cosenza
– 21 maggio 1950 Lettera da Cosenza
– 29 maggio 1950 Lettera da Cosenza
– 30 maggio 1950 Lettera da Cosenza
Lettera aerea da Cosenza a Buenos Aires del 21 maggio 1950 affrancata per Lire 190 (primo porto per l’estero lire 55 e un porto aereo per l’Argentina lire 135) con tre valori della serie “Democratica”; due esemplari da Lire 20 lilla scuro e uno da Lire 50 bruno lilla (Sass.n. 561 e 564) inoltre da un esemplare da Lire 100 carminio scuro, Falso di Buenos Aires della I tiratura tipografica, senza filigrana, dentellato 11¼x11¼ (Sass.n. F565).
È pubblicata a pag. 564 fig. 843 de “Il 100 lire della democratica” di Gianni Carraro e Luigi Sirotti.
È inoltre pubblicata a pag. 38 de “Francesco Percivale: il falsario dei due mondi” di Luca Baratta
Ho esaminato la rarissima lettera, di cui è unita una riproduzione fotografica al presente certificato.
È nel suo insieme originale, ed in ottimo stato di conservazione, al pari degli annulli e dei francobolli che sono perfetti.
Ho provveduto a firmarla ed a firmare il presente certificato in oro.

