
Il 100 lire della Democratica venne falsificato a Buenos Aires e usato per affrancare fraudolentemente la corrispondenza che dall’Italia era diretta in Argentina. Si conosce usato fra il marzo 1950 ed il settembre 1952.
La falsificazione venne effettuata dallo stesso falsario che aveva già realizzato il 2 su cent. 25 verde della serie Monumenti distrutti di Luogotenenza e successivamente denominato Falso di Amantea. Autore della frode fu Francesco Percivalle, nativo di Amantea (Cosenza), che iniziò le falsificazioni nel 1945 appena conclusa la Seconda guerra mondiale. Nel 1947, il falsario si trasferì in Argentina, riprendendo l’attività di falsario nella numerosa comunità di emigranti italiani. Tra il 1945 ed il 1949 era possibile spedire somme di denaro in Italia con un cambio valutario preferenziale. Nell’agosto 1949 il governo argentino sospese le rimesse a cambio preferenziale e molti italiani non riuscirono più a far pervenire aiuti economici alle famiglie. Per le spedizioni in Italia, gli emigrati, potevano utilizzare francobolli italiani, ma il costo per una spedizione di 5 g. era proibitivo in quanto equivaleva al salario di una giornata di lavoro. Fino al 22 settembre 1949 la tariffa era pari a 150 Lit.; successivamente venne incrementata a 175 Lit. Francesco Percivalle nel biennio 1950 – 1952 falsificò il valore da 100 L.it della serie italiana comunemente nota come “Democratica” ed utilizzata dagli italiani emigrati che la scambiavano con le lettere affrancate dai falsi francobolli giunti a destinazione. Percivalle rivendeva poi ai collezionisti tali lettere il cui francobollo fu poi noto come “Falso di Buenos Aires”. Nel 1951 Percivalle iniziò a falsificare anche i francobolli dell’Argentina ma scoperto verso la fine del 1952 venne processato e condannato a due mesi di carcere, scontato il quale fu espulso dal paese sudamericano in qualità di “persona non gradita” e rimpatriato. E quasi certamente sue sono le false sovrastampe recanti la dicitura “Governo Militare Alleato” sui francobolli della cosiddetta “Serie Imperiale” del 1929, apposte per truffare le poste militari anglo – americane nel periodo tra il 1944 ed il 1945, durante la Luogotenenza.
La III tiratura è una nuova lastra, ricavata dalla stessa composizione di pellicole della II tiratura. La riproduzione è però meno nitida avendo ricevuto un tempo di posa diverso ed essendo stata realizzata con un tipo di lastra più scadente. La carta è uso mano più rugosa e leggera della II tiratura. La dentellatura è spesso irregolare e difettosa. Colore normalmente carminio molto vivo e carico di inchiostrazione. Si conoscono anche tonalità carminio scuro e carminio chiaro. Gli ornati laterali, specie a sinistra, sono impastati di colore e privi di dettagli nitidi. In questa nuova versione i due blocchi vennero duplicati ed impaginati in modo da ottenre un foglio formato da sei blocchi disposti in due file verticali.
L’uso si conosce dall’aprile del 1951 al settembre 1952. Si conoscono 45 lettere viaggiate.
Lettera aerea da Padova per Buenos Aires del 10 ottobre 1951, affrancata per un totale di 200 lire con una coppia verticale da 100 lire carminio della serie Democratica, falso per frodare le poste detto “Falso di Buenos Aires”, III tiratura litografica, senza filigrana, dentellati 11 ½ x 11 ½ (Sass. n. F565B).
La lettera, come è noto, venne lacerata al fronte per rimuoverne l’indirizzo che avrebbe reso noto il nome del destinatario che era il falsario stesso; Francesco Percivalle.
La lettera aerea è pubblicata su “Il 100 lire della Democratica” di Gianni Carraro e Luigi Sirotti fig. 892 pag. 583 e a pag. 75 de “Francesco Percivalle: il falsario dei due mondi” di Luca Baratta.
Ho esaminato la rara lettera aerea, di cui è unita una riproduzione fotografica al presente certificato.
È nel suo insieme originale, ed in ottimo stato di conservazione, al pari degli annulli e dei francobolli che sono perfetti.
Ho provveduto a firmarla ed a firmare il presente certificato in oro.

