
Pilota: Maner Lualdi – Secondo pilota: Max Peroli – Motorista: Pretti – Aereomobile: Ambrosini S.1002 “Girfalco” – Marca: I-LUAD – Dispaccio: 500-1.000 aerogrammi
Tratta: Milano-Parigi-Bruxelles-Amsterdam-Copenaghen-Oslo-Trondheim-Tromsø
Scopo della spedizione giornalistica e cinematografica era quello di ricordare il 25° anniversario del sacrificio di Roald Amundsen, scomparso a 56 anni con altri valorosi nel Mare di Barents nell’opera di soccorso ai naufraghi del dirigibile “Italia” al Polo Nord, accomunando nel ricordo tutti gli esploratori non solo italiani che avevano tentato la via del Polo, dai marinai dell’ “Erebus e Terror” (1845 – 1848) all’equipaggio del “Polaris” (1871), dall’aeronauta svedese Andrée ed il suo pallone “L’Aquila” (1897) alla “Stella Polare” del Duca degli Abruzzi e di Umberto Cagni (1899 – 1900) fino agli italiani scomparsi sulla banchisa.
Facevano parte della spedizione un aeroplano ed una camionetta. L’aereo (di cui era secondo pilota Max Peroli e motorista Pretti) era il “Girfalco” marca I-LUAD, monomotore biposto da turismo costruito da Angelo Ambrosini, del peso di 800 Kg, “… felice, necessario compromesso tra l’aviazione romantica (e, non occorre dirlo, dei poveri) e la tecnica moderna …”, con un minuscolo motore Alfa Romeo a quattro cilindri da 158 HP, con a bordo radiotelefono, radiogoniometro, tenda per due persone, medicinali e viveri. L’aereo era affiancato da una camionetta Alfa Romeo “Matta” con rimorchio (per trasporto di sacchi a pelo, tenda grande, tute di volo artiche, viveri, medicinali, pezzi di ricambio, macchina da scrivere, attrezzatura cinematografica, ecc.). A questi si aggiungevano, al di là del Circolo Polare Artico, altri quattro mezzi a disposizione dei componenti la spedizione: un veicolo cingolato “Smobil” e tre mezzi marittimi che con felice neologismo il Lualdi chiama “fochiere” (solide, piccole navi per la caccia alle foche, “autentiche fabbriche del mal di mare”). La partenza della “Matta” anticipava quella del “Girfalco” in modo da arrivare nei vari scali quasi contemporaneamente.
Il percorso parte da Roma ed in effetti lì, all’Aeroporto dell’Urbe, Lualdi aveva presentato il “Girfalco” ed aveva salutato Autorità e familiari per poi proseguire per Milano con la “Matta”. Il volo prende il via da Milano Linate con prima destinazione Parigi (piccolo aeroporto di Toussus le Noble, raggiunto dopo un erroneo e proibito atterraggio all’aeroporto militare di Brétigny-sur-Orge), poi a Bruxelles (aeroporto di Grimbergen), ad Amsterdam, a Copenaghen (aeroporto Kastrup, 9 aprile), ad Oslo (aeroporto di Fornebu) con incontro con il generale Larsen (che era stato pilota di Roald Amundsen), a Trondheim, alla base di Bardufoss, quindi a Tromsø. Il progetto per il volo del Girfalco prevedeva, verso il 20–30 maggio, un volo unico con traversata del Mare di Barents e, via Isola degli Orsi, passaggio sulle Svalbard con puntata verso il Polo Nord, e ritorno sulla stessa rotta.
Il 19 giugno, dopo uno sfortunato e drammatico tentativo del 5 giugno, con un volo di circa 3.000 Km in condizioni atmosferiche proibitive, il “Girfalco” partito dalla base di Bardufoss, raggiungeva il punto, sul Mare di Barents, in cui Roald Amundsen si era sacrificato: lì vennero lanciati pochi fiori appesi ad un piccolo paracadute azzurro. Il lancio si ripeteva verso l’82° parallelo sulla banchisa nel punto in cui si pensava precipitata l’“Italia”.
Aerogramma ufficiale n. 160, predisposto per l’occasione dal Gruppo aero filatelico dell’Unione Filatelica Lombarda di Milano con dicitura a stampa riguardante il raid, immagine dell’aereo e bandiere italiana e norvegese da Milano a Tromsø del 4 marzo 1953, affrancato con un totale di 37 lire composta da francobollo ordinario e di posta aerea, 20 ottobre 1950, serie “Italia al lavoro” 12l. verde azzurro (Sass. n. 640) e, 21 aprile 1947, serie “Democratica” 25l. bruno (Sass. n. 133), annullati con:
• Annullo Postale Circolare a doppio cerchio, di partenza:
MILANO FERR. CORR. / (POSTA AEREA ORD.) / -4.-3.953-16
• Annullo Postale Circolare a doppio cerchio, di arrivo:
TROMSO / -2.5.53
• Timbro speciale illustrato, rosso, con l’immagine di un piccolo aereo che collega idealmente il Duomo di Milano con la banchisa polare.
L’aerogramma e firmato da Maner Lualdi (Pellegrini n. 532)
Ho esaminato l’aerogramma, di cui è unita una riproduzione fotografica al presente certificato (ridotta al 45%).
È originale e perfetto così come gli annulli, il timbro ed i francobolli. È in ottimo stato conservativo.
Ho provveduto a firmarlo ed a firmare il presente certificato.

